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Gutenberg: Founder, Coder, Maker

La classica storia ci dice che Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili e la usò in un’edizione della Bibbia tirata in poco più di 200 esemplari, dei quali il 15% in velino (pergamena sottile) e gli altri in carta. E’ vero almeno questo? Secondo gli storici sì, mentre il tecnologo Bruno Fabbiani, italiano di Torino, afferma il contrario. Dice Fabbiani, con prove e ricostruzioni difficilmente oppugnabili alla luce della ragione, che la Bibbia a 42 righe non fu stampata con caratteri mobili bensì con metallografie, matrici in metallo che stampavano una pagina intera. Probabilmente il Carnedoca arrivò al termine della sua opera, ma non la usò mai.
Questa situazione la catalogo sotto l’ufficio stampa della storia: i vincitori comandano per diritto divino e trovano sempre qualche menestrello che ne canti le gesta, vere o false che siano.

Gutenberg FCM smallIl periodo nel quale vive Gutenberg è molto, molto interessante. Prelude a tutto: la fine del Medioevo, il ritorno in Europa di copie dei testi greci, il Rinascimento, il concetto moderno di Europa, la scoperta dell’America e sì, la stampa a caratteri mobili come industria.
Ho voluto fare di Gutenberg l’uomo nuovo, il testimone inconsapevole del cambiamento del tempo, l’uomo che cercando di emendarsi da un peccato di nascita sfida il mondo che lo condannava ad una vita mediocre e ne fonda uno nuovo, sconfiggendo le improvvisate conoscenze dell’epoca e affrontando i miti che trattenevano umano l’ingegno da una esplorazione scientifica del mondo. Nel romanzo i miti sono rappresentati da versioni ante litteram di Dracula, Faust e il Golem.

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Maggiori informazioni sul percorso di questo romanzo sono disponibili a partire da questa pagina.